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Bonifici tra familiari e donazioni: quando diventa un rischio

Bonifici tra familiari e donazioni: quando diventa un rischio

Trasferire denaro ai parenti può creare problemi ereditari

Nel contesto familiare è molto comune trasferire denaro tramite bonifico. Un genitore può aiutare un figlio ad affrontare una spesa imprevista, un nonno può contribuire al mantenimento o allo studio di un nipote, oppure un fratello può sostenere un familiare in difficoltà economica.

Questi movimenti, spesso percepiti come gesti spontanei di solidarietà, in realtà possono assumere una rilevanza giuridica ed ereditario-fiscale più importante di quanto si immagini. Ogni trasferimento di denaro, se non formalizzato o documentato in modo chiaro, può incidere sulle quote ereditarie future, creare disparità tra fratelli, essere considerato una donazione rilevante ai fini della legittima e, nei casi più delicati, essere contestato dagli eredi al momento dell’apertura della successione.

Un aspetto che molti sottovalutano è che alla morte di una persona gli eredi hanno la possibilità di analizzare i movimenti bancari degli anni precedenti e verificare tutte le operazioni di uscita non immediatamente giustificate. Se un bonifico risulta privo di una causale chiara, se non esiste un contratto o una scrittura che ne spiega la natura, l’operazione può essere presumibilmente catalogata come donazione e quindi soggetta a collazione, con potenziali conseguenze sulla ripartizione dell’eredità.

Il bonifico tra familiari, soprattutto quando si inserisce in un contesto successorio, diventa quindi un argomento delicato. Da un lato è uno strumento di quotidiano aiuto, dall’altro può rappresentare un trasferimento patrimoniale con effetti giuridici ben precisi. Dal punto di vista del diritto civile, infatti, il passaggio di denaro da un soggetto a un altro senza corrispettivo è a tutti gli effetti una donazione. Dal punto di vista fiscale, a seconda del valore trasferito, può essere rilevante e soggetto ad imposta.

 

Quando un bonifico è considerato una donazione di modico valore?

La donazione di modico valore è quella che non incide in modo significativo sul patrimonio del donante, valutata in rapporto al suo reddito, ai suoi beni e alle circostanze personali. Non esiste una soglia legale fissa, ma in genere si considera modico un importo che si colloca orientativamente sotto i 5.000 euro. Questa valutazione, però, va sempre commisurata alla situazione economica specifica del donante. Ciò che è modico per una persona con elevata disponibilità economica potrebbe non esserlo per chi ha un reddito modesto.

Quando la donazione è di modico valore, non è necessario ricorrere a un notaio e non serve alcuna forma solenne. Il bonifico ordinario o la consegna diretta del denaro sono sufficienti. Tuttavia, per evitare equivoci con gli eredi o contestazioni fiscali, è fondamentale indicare una causale precisa e coerente. Le diciture consigliate sono, ad esempio:

  • “Donazione di modico valore ex art. 783 c.c. a favore di [nome destinatario]”
  • Oppure una causale specifica che chiarisca la natura dell’attribuzione, come “regalo di compleanno” o “contributo spese universitarie”.

Questa accortezza permette di evitare che, in futuro, qualcuno possa interpretare quel denaro come un pagamento di un debito o come una donazione più rilevante e soggetta a contestazione.

Per le donazioni di modico valore non sono previste imposte da versare. Non devono essere dichiarate né dal donante né dal beneficiario e, soprattutto, non vengono considerate come un anticipo di eredità. Anche l’Agenzia delle Entrate, di norma, non interviene su questi importi, salvo che la cifra risulti sproporzionata rispetto alle possibilità del donante o incoerente con i suoi redditi dichiarati, caso in cui può chiedere chiarimenti o documentazione aggiuntiva.

 

Donazione di non modico valore: come si effettua correttamente?

Quando la somma trasferita non può essere considerata modica, la donazione assume una rilevanza giuridica molto maggiore. In questi casi la legge impone che la donazione venga formalizzata con un atto pubblico redatto da un notaio, alla presenza di due testimoni e con accettazione esplicita da parte del donatario. Se manca questa forma solenne, la donazione è nulla.

Questo punto è particolarmente importante: anche se il bonifico è stato effettuato e il beneficiario ha ricevuto il denaro, la donazione può essere impugnata dagli eredi proprio perché priva di forma legale. Ciò significa che un erede potrebbe contestare il trasferimento sostenendo che si tratta di un atto lesivo della legittima o non valido a livello giuridico.

Il bonifico utilizzato per trasferire la somma può essere:

Bonifico ordinario, cioè un normale trasferimento bancario senza particolari specifiche, utile se la donazione è già formalizzata presso il notaio.

Bonifico parlante, che prevede una causale dettagliata e viene utilizzato quando occorre identificare con precisione tutte le parti coinvolte e la natura dell’operazione, soprattutto quando vi sono implicazioni fiscali o agevolazioni. In questo caso, la causale potrebbe indicare il riferimento all’atto notarile o ai dati della donazione formale.

Il bonifico, quindi, è solo il mezzo con cui il denaro viene trasferito. La validità della donazione dipende dall’atto notarile che la precede o l’accompagna.

 

Quali sono i costi da considerare?

I costi di una donazione di modico valore sono, di fatto, pari a zero: né il bonifico né la donazione stessa comportano spese aggiuntive o imposte.

Diverso è il caso della donazione di non modico valore, per la quale è necessario sostenere:

Costi notarili, che variano in funzione dell’importo della donazione, della complessità dell’atto e dello studio notarile. L'atto deve essere redatto e conservato secondo le regole del codice civile, con la presenza dei testimoni. È possibile in caso chiedere il supporto di Agenzia delle Successioni per non incorrere in errori.

Eventuali imposte, che dipendono dal rapporto di parentela tra donante e donatario. In Italia le donazioni in linea retta godono di franchigie molto ampie.

 

Come viene tassata la donazione con bonifico?

La donazione di somme di denaro tra familiari, quando supera il modico valore, può essere soggetta all’imposta sulle donazioni. Tuttavia, la normativa italiana prevede franchigie molto elevate che, nella maggior parte dei casi, rendono l’operazione esente da imposte.

Ecco le principali soglie:

  • 1.000.000 euro di franchigia per donazioni tra genitori e figli, con imposta del 4% sulla parte eccedente.
  • 1.000.000 euro per donazioni tra coniugi e partner uniti civilmente.
  • 100.000 euro di franchigia tra fratelli e sorelle, con aliquota del 6% sulla parte eccedente.
  • Altre parentela fino al 4° grado, senza franchigia e con imposta del 6%.
  • Soggetti non parenti, imposta dell’8% senza franchigia.

Nella maggior parte delle donazioni tra genitori e figli o tra nonni e nipoti, l’imposta non viene mai applicata perché le somme trasferite non raggiungono le soglie tassabili.

È importante ricordare che se la donazione non viene formalizzata con atto notarile (quando richiesto), non solo è nulla civilisticamente, ma è anche fiscalmente irregolare. Non può essere registrata e non è opponibile agli eredi o ai terzi.

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