Modulo di certificato di residenza fiscale Agenzia delle Entrate
Come comunicare al Fisco il certificato di certificato di residenza fiscale
Quando un contribuente produce reddito in uno Stato estero, può trovarsi nella condizione di subire una doppia tassazione: una volta nel Paese in cui il reddito è stato generato e una seconda volta in Italia, in quanto residente fiscale. Per evitare questo fenomeno, l’ordinamento italiano, in armonia con le Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni, mette a disposizione un documento fondamentale: l’attestato di residenza fiscale. Attraverso questo certificato, l’Agenzia delle Entrate conferma formalmente che il contribuente è fiscalmente residente in Italia nel periodo per il quale la certificazione viene richiesta, permettendo così di fruire dei benefici previsti dagli accordi internazionali.
- A cosa serve il certificato di residenza fiscale
- Come compilare il certificato di residenza fiscale
- Dove e come presentare il certificato di residenza fiscale
- Il rapporto tra il certificato di residenza fiscale e le successioni
A cosa serve il certificato di residenza fiscale
L’attestato viene richiesto quando il contribuente deve presentare tale prova alle autorità estere, generalmente al fine di ottenere l’applicazione di un regime fiscale più favorevole o di evitare la doppia tassazione. Il modello predisposto da Agenzia delle Successioni in formato editabile consente di presentare la richiesta in modo chiaro e completo, riducendo il rischio di errori che potrebbero ritardare il rilascio della certificazione.
La compilazione del modulo riguarda sia le persone fisiche residenti in Italia, sia i soggetti diversi dalle persone fisiche, quali società di capitali, enti commerciali e non commerciali, organismi di investimento collettivo del risparmio e fondi pensione. Nel caso di società di persone e di altri soggetti fiscalmente trasparenti, l’attestato può essere richiesto esclusivamente dai soci o beneficiari che risultano residenti in Italia, poiché la residenza fiscale va riferita al singolo soggetto e non all’ente nel suo complesso.
Come compilare il certificato di residenza fiscale
La domanda viene presentata presso un qualsiasi Ufficio Territoriale dell’Agenzia delle Entrate, senza vincolo di competenza rispetto al luogo di residenza. Ciò significa che il contribuente può rivolgersi all’ufficio a lui più comodo, anche diverso da quello della propria sede anagrafica. La presentazione può avvenire allo sportello oppure tramite posta elettronica certificata, allegando il modulo compilato e il documento d’identità; questa modalità è oggi ampiamente utilizzata poiché garantisce tracciabilità e semplifica la gestione della pratica.
La compilazione del modello deve essere accurata. Occorre innanzitutto indicare i dati anagrafici del richiedente o, nel caso di un soggetto giuridico, la qualifica con cui il firmatario agisce all’interno dell’impresa. È importante specificare lo Stato estero nel quale è stato prodotto il reddito che genera la necessità dell’attestazione, poiché il certificato sarà destinato proprio a quell’amministrazione fiscale.
Un altro elemento essenziale riguarda l’indicazione del tipo di reddito percepito all’estero. Le convenzioni contro le doppie imposizioni distinguono infatti diverse categorie reddituali, come il lavoro dipendente, il lavoro autonomo, gli utili di impresa, le pensioni, i redditi immobiliari, i dividendi, gli interessi, le royalties e così via. La corretta qualificazione del reddito consente all’ufficio di emettere un certificato conforme alle disposizioni internazionali e di evitare contestazioni da parte dello Stato estero.
Dove e come presentare il certificato di residenza fiscale
Occorre ricordare che il certificato può riguardare anche più tipologie di reddito prodotte nello stesso Stato estero e relative alla medesima Convenzione internazionale. In tal caso l’ufficio rilascerà un unico attestato, valido per tutte le tipologie indicate nella domanda, evitando duplicazioni e semplificando le verifiche da parte dell’autorità estera.
Per ottenere l’attestato è previsto il versamento di un diritto fisso relativo ai tributi speciali. Il pagamento può essere effettuato tramite modello F23 con il codice tributo dedicato, oppure mediante apposizione di una marca da bollo di importo corrispondente. Solo dopo il pagamento, la richiesta è considerata completa e può essere lavorata dall’Agenzia delle Entrate.
Una volta presentata la domanda, l’ufficio procederà alla verifica della residenza fiscale del richiedente nel periodo indicato. Se la verifica si conclude favorevolmente, l’attestato viene rilasciato in forma ufficiale e può essere trasmesso o consegnato al soggetto interessato, oppure al delegato se è stata formalizzata una delega per il ritiro. Tale documento potrà poi essere presentato all’autorità fiscale straniera, la quale lo utilizzerà per applicare il regime di tassazione previsto dalla relativa Convenzione internazionale.
L’Attestato di Residenza Fiscale costituisce dunque uno strumento essenziale per tutelare chi si trova a gestire rapporti economici e professionali con l’estero. Una compilazione accurata del modulo e la corretta presentazione della richiesta permettono di snellire i tempi e di evitare ritardi nell’applicazione dei benefici convenzionali, garantendo al contribuente il diritto di essere tassato correttamente e una sola volta, secondo le norme di coordinamento fiscale tra gli Stati.
Il rapporto tra il certificato di residenza fiscale e le successioni
Il certificato di residenza fiscale o l'indicazione della residenza del defunto è fondamentale nelle successioni, in particolare per definire l'ambito di applicazione dell'imposta di successione italiana.
Se il defunto era fiscalmente residente in Italia al momento della morte, l'imposta di successione italiana si applica a tutti i beni e diritti trasferiti, anche se situati all'estero, ciò avviene con il principio di worldwide taxation.
Se il defunto NON era fiscalmente residente in Italia al momento della morte, l'imposta è dovuta solamente per i beni e diritti esistenti sul territorio italiano, questo per il principio di territorialità limitata.
Per la presentazione della dichiarazione di successione è richiesto il certificato di residenza del defunto alla data del decesso. Questo documento, o l'informazione che contiene, è essenziale per compilare correttamente la dichiarazione e per stabilire se l'eredità debba essere tassata in Italia nella sua totalità o solo per i beni italiani.
Se il defunto o gli eredi hanno beni o rapporti con l'estero, il certificato di residenza fiscale del defunto (e talvolta degli eredi) può essere necessario per avvalersi delle Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni in materia di imposta di successione, evitando di pagare due volte le tasse sugli stessi beni in Stati diversi.
Scopri l’elenco completo dei documenti che puoi ottenere attraverso Agenzia delle Successioni.
Sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate suggeriscono che è necessario anche stampare, oltre al modello d'interesse, l'informativa sul trattamento dei dati personali, che dovrà essere consegnata in ufficio al momento della presentazione dell'istanza. Alleghiamo integralmente di seguito il documento estratto dal sito dell’Agenzia dell’Entrate insieme al modulo.
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