Modulo di richiesta di esercizio dell'autotutela
Come comunicare al Fisco la richiesta di esercizio dell'autotutela
In questo articolo descriviamo la richiesta di esercizio dell’autotutela e come presentare correttamente il relativo modulo.
Può accadere, per ragioni fiscali, amministrative o documentali, di riscontrare errori nella liquidazione di imposte, nella registrazione di atti, nella trascrizione catastale o in provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Gli errori possono riguardare sia dati formali (anagrafici, catastali, codici tributo) sia aspetti sostanziali (errata determinazione dell’imposta, duplicazione dell’iscrizione a ruolo, mancato riconoscimento di esenzioni).
Quando l’errore è dimostrabile e rilevabile dagli atti, è possibile richiedere all’Amministrazione la correzione o l’annullamento dell’atto senza dover avviare ricorsi giurisdizionali. In questi casi si utilizza il modulo di richiesta di autotutela.
- A cosa serve la richiesta di esercizio dell'autotutela
- Come compilare la richiesta di esercizio dell'autotutela
- Rapporto tra richiesta di esercizio dell'autotutela e la successione
A cosa serve la richiesta di esercizio dell'autotutela
Il modulo è predisposto affinché il contribuente possa segnalare l’errore e chiedere che l’atto venga annullato o rettificato.
Nel modello editabile messo a disposizione da Agenzia delle Successioni, occorre indicare:
- dati anagrafici del richiedente
- codice fiscale
- recapiti
- estremi dell’atto contestato (numero, data, tipo di provvedimento)
- descrizione sintetica dell’errore riscontrato
La compilazione deve essere accurata e coerente con la documentazione allegata; la mancanza di elementi identificativi può rallentare l’istruttoria o comportare il rigetto dell’istanza.
Il modulo prevede anche una sezione specifica per soggetti non persone fisiche, nella quale indicare denominazione, sede legale, codice fiscale/partita IVA e qualifica del firmatario.
Come compilare la richiesta di esercizio dell'autotutela
Dopo l’identificazione del richiedente, occorre:
- indicare l’atto o provvedimento di cui si chiede la revisione
- spiegare in modo chiaro e circostanziato l’errore
- allegare la documentazione che dimostra la fondatezza della richiesta
La motivazione deve essere supportata da elementi oggettivi come:
- copia dell’atto originario
- documenti che provano l’inesattezza (certificati, visure, quietanze, sentenze, perizie)
- eventuali comunicazioni precedenti con l’amministrazione
La richiesta di autotutela può riguardare l’annullamento totale, l’annullamento parziale o la rettifica dell’atto.
La presentazione della richiesta non comporta costi e non richiede pagamento di imposte o bolli.
Tuttavia, l’autotutela non è un diritto, ma una facoltà discrezionale dell’Amministrazione. L’ufficio può accogliere, respingere o richiedere integrazioni.
Se l’atto contestato è oggetto di riscossione coattiva, è consigliabile indicare urgente sospensione degli effetti, motivandone la necessità.
Rapporto tra richiesta di esercizio dell'autotutela e la successione
L’autotutela consente di correggere atti erronei senza ricorrere al contenzioso, evitando costi e tempi legati al ricorso tributario.
È uno strumento particolarmente utile quando l’errore è evidente e riconoscibile dagli atti, e permette di preservare il corretto rapporto tra contribuente e amministrazione finanziaria.
Scopri l’elenco completo dei documenti che puoi ottenere attraverso Agenzia delle Successioni.
Sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate suggeriscono che è necessario anche stampare, oltre al modello d'interesse, l'informativa sul trattamento dei dati personali, che dovrà essere consegnata in ufficio al momento della presentazione dell'istanza. Alleghiamo integralmente di seguito il documento estratto dal sito dell’Agenzia dell’Entrate insieme al modulo.
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