Eredità, come sapere l’esistenza di una polizza assicurativa?
Come individuarle e come procedere con la successione
Da sempre, ma specie nell’ultimo ventennio, le polizze assicurative sono sempre più frequenti per tutti coloro che intendono ritrovarsi un fondo, come un trattamento di fine rapporto, o ancora intendono assicurarsi su un infortunio, su eventuali spese mediche o ancora in caso di morte.
Nel caso in cui un soggetto titolare di una qualunque polizza viene meno, è opportuno che le stesse siano a conoscenza degli eredi o beneficiari, così poi da essere riscosse.
Esistono decine di strumenti assicurativi, piani di accumulo e forme con pagamento unico o mensile. In questo articolo di approfondimento capiremo meglio come eredi possono ricercare, attraverso il nostro supporto, la presenza di eventuali polizze assicurative.
- Polizza assicurativa, le imposte e la successione: regole ed adempimenti
- Il vuoto informativo che affrontano le famiglie
- Consap, la ricerca delle polizze dormienti
- Ania, la verifica su tutto il mercato assicurativo
- Perché molte famiglie scelgono un tramite
- Quando la polizza viene trovata
- Un patrimonio nascosto che merita attenzione
Polizza assicurativa, le imposte e la successione: regole ed adempimenti
La prima cosa da chiarire è se una polizza vita ha come destinatario un beneficiario. In relazione a ciò segue o meno le regole della successione. È un contratto che vive di una logica propria.
Se l’assicurato ha indicato un beneficiario, il capitale viene pagato direttamente a quella persona, senza passare dall’eredità, senza imposte di successione e senza interferire con le quote di legittima. È un trasferimento diretto, immediato, che non richiede la divisione tra gli eredi.
Se invece il beneficiario non è indicato, o non è più in vita, allora la somma rientra nell’asse ereditario e viene ripartita secondo le regole ordinarie, quindi deve essere inserita in successione. Ciò significa quindi che sarà oggetto di tassazione e quota di legittima, salvo aggiornamenti normativi.
Ma il punto cruciale è un altro, come si fa a sapere se una polizza esiste davvero?
Il vuoto informativo che affrontano le famiglie
Molte famiglie si trovano davanti a un vuoto informativo. Non trovano documenti, non trovano ricevute, non ricordano conversazioni in cui il defunto abbia parlato di una polizza. Eppure, la polizza potrebbe esserci. Potrebbe essere stata stipulata anni prima, magari per proteggere un figlio, un coniuge, un nipote. Potrebbe essere scaduta senza che nessuno lo sapesse. Potrebbe essere ancora attiva. Oppure potrebbe essere finita nel limbo delle cosiddette “polizze dormienti”, quelle che non vengono riscosse per troppo tempo e che, dopo dieci anni, confluiscono nel Fondo Rapporti Dormienti gestito da Consap.
Consap, la ricerca delle polizze dormienti
È qui che entrano in gioco i due strumenti ufficiali di ricerca Consap e Ania. Consap interviene quando si sospetta che una polizza sia scaduta da molto tempo o non sia mai stata riscossa. La richiesta viene inoltrata con i dati del defunto e la documentazione che attesta il legame familiare.
L’ente verifica se quella persona risulta titolare di rapporti assicurativi confluiti nel fondo dormienti. È una ricerca lenta, meticolosa, che richiede settimane, a volte mesi, ma che può portare alla scoperta di somme che altrimenti resterebbero perdute.
Ania, la verifica su tutto il mercato assicurativo
Ania, invece, lavora su un piano diverso. Cerca polizze attive o scadute che non sono state liquidate. Invia la richiesta a quasi tutte le compagnie assicurative italiane, che a loro volta verificano se il defunto era titolare di una polizza vita o di una copertura che prevede un capitale in caso di morte. Se la corrispondenza esiste, è la compagnia stessa a contattare gli eredi o il beneficiario. È un sistema che permette di esplorare l’intero mercato assicurativo senza dover bussare porta per porta, compagnia per compagnia.
Perché molte famiglie scelgono un tramite
Per molte famiglie, però, queste procedure risultano complesse. Non tanto per la difficoltà tecnica, quanto per il carico emotivo e burocratico che accompagna ogni fase della successione. È per questo che Agenzia delle Successioni può agire come tramite, occupandosi della preparazione delle richieste, dell’invio, del monitoraggio delle risposte e dell’eventuale assistenza nella fase di liquidazione.
Significa evitare errori formali, ridurre i tempi, avere un unico interlocutore e soprattutto non lasciare nulla al caso. Perché una polizza dimenticata è un diritto che rischia di non essere mai esercitato o riscosso.
Quando la polizza viene trovata
Quando una polizza viene trovata, inizia un percorso diverso. La compagnia richiede la documentazione necessaria, verifica la posizione, calcola il capitale maturato e procede alla liquidazione.
Anche in questa fase è utile avere un supporto professionale, come quello di Agenzia delle Successioni, perché non tutte le polizze sono uguali, non tutte prevedono le stesse rivalutazioni e non tutte le compagnie hanno gli stessi tempi. L’obiettivo è quello di garantire che ciò che spetta venga riconosciuto correttamente.
Un patrimonio nascosto che merita attenzione
In un sistema complesso come quello successorio, le polizze vita rappresentano un tassello delicato, spesso nascosto, ma potenzialmente decisivo. Sapere come cercarle, come verificarle e come far valere i propri diritti è un passaggio fondamentale per chi affronta una successione. E avere un intermediario competente, come Agenzia delle Successioni, permette di trasformare un’incertezza in una risposta chiara. Puoi approfondire la materia attraverso la richiesta di una consulenza.
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