Successioni e donazioni, l’autoliquidazione per pagare le imposte
Ad incidere è il grado di parentela per il suo calcolo economico
Quando si parla di donazioni ed eredità, il pensiero corre spesso a procedure complesse, scadenze poco intuitive e imposte difficili da interpretare. Proprio per semplificare e rendere più rapido il sistema, a partire dal 2025 è entrata in vigore una novità di rilievo che incide direttamente sul pagamento dell’imposta di successione e dell’imposta di donazione.
La riforma prevede infatti l’introduzione dell’autoliquidazione: non sarà più l’Agenzia delle Entrate a calcolare l’imposta e a comunicarne l’importo al contribuente, ma sarà lo stesso soggetto obbligato a determinare quanto dovuto e a versarlo direttamente nei termini previsti.
Cos’è l’autoliquidazione e cosa cambia per il contribuente
Con il nuovo sistema di autoliquidazione, già utilizzato in altri ambiti tributari, l’onere del calcolo e del pagamento dell’imposta viene trasferito al contribuente. La novità riguarda non solo le dichiarazioni di successione, ma anche le donazioni, estendendo così un meccanismo che punta a snellire i tempi e a rendere più efficiente l’intero procedimento.
In concreto, chi riceve un’eredità o una donazione dovrà occuparsi autonomamente di:
- imposta di successione o di donazione;
- imposte ipotecarie e catastali, qualora nel patrimonio siano presenti beni immobili;
- eventuali altri tributi collegati al trasferimento dei beni.
Come si calcola l’imposta: valore dei beni e grado di parentela
Il calcolo dell’imposta si basa su due elementi fondamentali:
- Il valore complessivo dei beni trasferiti, che deve essere determinato correttamente secondo i criteri previsti dalla legge;
- Il grado di parentela tra il soggetto che trasferisce il patrimonio e chi lo riceve, da cui dipendono aliquote e franchigie applicabili.
A seconda del rapporto familiare (coniuge, figli, altri parenti o soggetti estranei), cambiano infatti le soglie di esenzione e le percentuali di tassazione, con effetti significativi sull’importo finale dovuto.
Vantaggi e rischi dell’autoliquidazione
Il nuovo sistema rende sicuramente la procedura più rapida, evitando attese per le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, comporta anche una maggiore responsabilità per il contribuente.
Un eventuale errore nel calcolo dell’imposta ricade infatti direttamente su chi presenta la dichiarazione. In caso di controlli successivi, l’Agenzia delle Entrate può richiedere il pagamento della differenza d’imposta, l’applicazione di sanzioni e il versamento degli interessi maturati nel tempo.
L’autoliquidazione richiede particolare attenzione sia nella stima dei beni sia nella corretta applicazione delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa vigente.
Affidarsi a professionisti non è sempre obbligatorio, ma rappresenta spesso una scelta prudente. Agenzia delle Successioni può infatti verificare la corretta composizione del patrimonio, applicare in modo corretto franchigie e aliquote, individuare eventuali agevolazioni fiscali; e prevenire errori che, nel tempo, possono diventare economicamente onerosi.
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