Cartella clinica: la prima copia è sempre gratuita
Una svolta decisiva anche per chi deve impugnare un testamento
Per anni ottenere una cartella clinica è stato, per molti cittadini, un percorso a ostacoli. Richieste di pagamento, attese, giustificazioni, moduli, interpretazioni arbitrarie. Eppure la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con la sentenza C?307/22 del 26 ottobre 2023, ha chiarito un principio che non lascia spazio a dubbi. La prima copia della cartella clinica deve essere consegnata gratuitamente, completa e senza che il paziente, figlio o erede debba spiegare il motivo della richiesta.
La Corte lo dice con una nettezza rara. Il titolare del trattamento, quindi anche il medico, non può chiedere le ragioni della richiesta e non può addebitare alcun costo per la prima copia. La logica è semplice, i dati sanitari appartengono alla persona, non alla struttura che li conserva.
Perché questa decisione è decisiva nelle successioni
Nelle controversie ereditarie, la cartella clinica è spesso il documento che fa la differenza. È la chiave per capire se il testatore fosse davvero in grado di intendere e di volere quando ha scritto il testamento.
Chi si trova a valutare un’impugnazione lo sa bene una diagnosi di demenza, un ricovero in fase terminale, terapie sedative, stati confusionali documentati, pareri medici che descrivono un deterioramento cognitivo, possono cambiare completamente la lettura di un testamento.
Eppure ottenere quella documentazione significava spesso affrontare resistenze, costi e richieste di motivazioni. Oggi non più. La Corte ha tolto ogni alibi.
Cosa dice davvero la sentenza
La prima copia è gratuita, sempre. Nessuna tariffa, nessun rimborso, nessun “contributo spese”. Non serve motivare la richiesta. La Corte lo afferma esplicitamente. Il paziente non deve spiegare perché vuole la cartella clinica. E questo è fondamentale per chi sta valutando un’impugnazione. Non si è costretti a scoprire le proprie carte.
La copia deve essere completa. Non un estratto. Non un riassunto. Non “le parti rilevanti”. La Corte parla di “riproduzione fedele e intelligibile dell’insieme dei dati”, anche tramite copia integrale dei documenti.
Nessuna legge nazionale può imporre costi. La Corte ha chiarito che norme interne che prevedono pagamenti per la prima copia non sono compatibili con il GDPR.
Il punto è semplice: oggi la verità clinica è più accessibile
E questo cambia radicalmente il modo in cui si affrontano molte successioni. Perché quando c’è un testamento dubbioso, la prima domanda è sempre la stessa: “In che condizioni era davvero il testatore?”
Ora la risposta è più vicina, più rapida e, soprattutto, non dipende più dalla buona volontà della struttura sanitaria.
La cartella clinica diventa decisiva quindi nei casi di:
- Testamenti olografi scritti in condizioni di fragilità.
- Modifiche improvvise delle volontà ereditarie.
- Donazioni fatte in prossimità della morte.
- Situazioni di isolamento, dipendenza o vulnerabilità.
- Conflitti familiari in cui la capacità del testatore è contestata.
In tutte queste situazioni, la cartella clinica non è un documento “utile”. È il documento.
E qui entra in gioco Agenzia delle Successioni
Perché avere la cartella clinica è un passo. Capirla, leggerla, interpretarla correttamente è un altro.
Molti eredi ci contattano proprio dopo aver ottenuto la documentazione sanitaria. Hanno in mano pagine piene di sigle, referti, note cliniche, terapie, ma non sanno come collegarle alla validità del testamento.
È qui che il nostro lavoro diventa decisivo. Ricostruiamo il quadro clinico del testatore, individuiamo i passaggi rilevanti, valutiamo se esistono elementi che possono sostenere un’impugnazione e, quando necessario, coinvolgiamo specialisti medico-legali.
Se ti trovi in una situazione simile, puoi richiedere una consulenza attraverso il form su agenziadellesuccessioni.it. È il modo più rapido per capire se ci sono davvero i presupposti per contestare un testamento e quali passi compiere.
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