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Successioni, il nuovo modello telematico divide

Successioni, il nuovo modello telematico divide

Cosa cambia con l’autoliquidazione dell’imposta di successione?

La dichiarazione di successione telematica rappresenta oggi un passaggio obbligato per chiunque debba adempiere agli obblighi fiscali successivi a un decesso. Con l’entrata in vigore, dal 1° gennaio 2025, del principio di autoliquidazione dell’imposta di successione, introdotto dal D.Lgs. n. 139/2024, il sistema ha subito una trasformazione profonda.

Lo Studio n. 58-2025/T del Consiglio Nazionale del Notariato, approvato il 28 novembre 2025 e pubblicato il 15 gennaio 2026, analizza in modo sistematico le principali criticità applicative del nuovo modello telematico, con particolare riferimento alle istruzioni ministeriali e al software predisposto dall’Agenzia delle Entrate.

In questo approfondimento analizziamo nel dettaglio i punti più controversi e le possibili conseguenze per contribuenti, eredi, legatari e professionisti.





La rigidità del modello telematico e gli “errori bloccanti”

Una delle principali problematiche segnalate riguarda la struttura rigida del software di compilazione. Il sistema è costruito su una logica di errori bloccanti, che impediscono l’invio della dichiarazione qualora il contribuente non si conformi alle interpretazioni recepite nelle istruzioni ministeriali.

Questa impostazione non consente di adottare interpretazioni alternative pur coerenti con il dato normativo, vincola il dichiarante all’orientamento dell’Amministrazione finanziaria e riduce la possibilità di esercitare un legittimo dissenso interpretativo.

Si tratta di una criticità rilevante perché la dichiarazione fiscale non dovrebbe essere uno strumento di adesione forzata a un’interpretazione amministrativa, ma un atto attraverso cui il contribuente applica la legge secondo una lettura motivata.

 

Come funziona l’autoliquidazione dell’imposta di successione

Con la riforma, l’imposta non viene più liquidata dall’ufficio, ma deve essere calcolata direttamente dal contribuente. Il dichiarante deve determinare l’imposta dovuta, inserirne l’importo nel modello telematico e versarla entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione (spesso contestualmente all’invio). In questo articolo puoi leggere l’approfondimento relativo alla compilazione del modello F24.

Secondo il Notariato, questo meccanismo determina un trasferimento integrale del rischio fiscale sul contribuente. Vi è quindi l’obbligo di versare somme anche in presenza di dubbi interpretativi. Successivamente va avviata un’istanza di rimborso in caso di imposta ritenuta non dovuta.

Il sistema viene assimilato, sotto il profilo sostanziale, a una reintroduzione indiretta del principio del “solve et repete”, superato perché ritenuto in contrasto con le garanzie costituzionali di tutela giurisdizionale.

 

Quando si considera presentata la dichiarazione di successione?

Un ulteriore nodo riguarda il momento perfezionativo della presentazione. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate individuano tale momento nel rilascio della seconda ricevuta, successiva ai controlli formali e all’acquisizione delle imposte autoliquidate.

La legge però non prevede espressamente questa scansione. Potrebbero verificarsi ritardi non imputabili al dichiarante. Una dichiarazione trasmessa nei termini potrebbe risultare tardiva.

Sono stati inoltre segnalati ritardi anche di mesi nel rilascio della ricevuta di voltura catastale, con conseguenze rilevanti in caso di vendita di immobili ereditati, accensione di mutui e verifica della continuità catastale.

 

Dichiarazioni multiple e frammentazione dell’asse ereditario

Le istruzioni ministeriali limitano la possibilità di presentare dichiarazioni autonome ai soli legatari, imponendo agli eredi di indicare tutti i beni caduti in successione, anche se attribuiti ad altri.

Secondo lo Studio n. 58-2025/T, questa impostazione non è coerente con l’attuale struttura dell’imposta, che non colpisce più l’asse ereditario in modo globale e tassa le singole attribuzioni patrimoniali.

La frammentazione delle dichiarazioni sarebbe non solo ammissibile, ma fisiologica in un sistema incentrato sulle attribuzioni individuali.

 

Chiamati all’eredità e rinuncianti: obblighi dichiarativi

Il modello telematico tende ad assimilare il chiamato all’eredità all’erede effettivo. Lo Studio del Consiglio Nazionale del Notariato contesta l’obbligo di indicare i rinuncianti tra i soggetti della dichiarazione e la loro qualificazione come eredi in alcuni casi.

Questa impostazione può avere conseguenze rilevanti. Il chiamato che ha rinunciato potrebbe essere coinvolto in adempimenti non dovuti. Potrebbero sorgere dubbi circa una possibile accettazione tacita dell’eredità.

Il Testo Unico sulle successioni esonera infatti il rinunciante da obblighi dichiarativi, con una disciplina che dovrebbe essere rispettata anche a livello procedurale.

 

Immobili, passività ereditarie e legati

Lo Studio distingue tra immobili con rendita proposta e immobili privi di classamento.

Le istruzioni, secondo il Notariato, impongono talvolta adempimenti non perfettamente coerenti con le alternative previste dalla normativa catastale.

Il collegamento tra debito e specifico bene è richiesto solo se il debito è stato contratto per il suo acquisto. Non è corretto assimilare i legati alle passività.

Dal punto di vista giuridico, il legato costituisce un’attribuzione patrimoniale e non un debito ereditario in senso tecnico.

 

Trust e imposta di successione: tassazione all’entrata o all’uscita?

Il nuovo sistema prevede, come regola generale, la tassazione del trust al momento dell’attribuzione ai beneficiari (tassazione “in uscita”). È tuttavia possibile optare per la tassazione anticipata (“in entrata”).

Il Notariato contesta l’applicazione automatica dell’aliquota più elevata in presenza di beneficiari solo individuabili ma appartenenti a categorie determinate e l’esclusione generalizzata delle agevolazioni in caso di tassazione anticipata.

Viene invece correttamente riconosciuto il regime agevolato per i trust istituiti a favore esclusivo di persone con disabilità grave, ai sensi della Legge n. 112/2016.

 

Come fare una successione telematica?

La digitalizzazione della dichiarazione di successione rappresenta un passaggio inevitabile verso la modernizzazione del sistema fiscale. Tuttavia, il nuovo modello telematico e l’autoliquidazione dell’imposta di successione hanno introdotto criticità interpretative e operative rilevanti.

Lo Studio n. 58-2025/T del Consiglio Nazionale del Notariato costituisce un punto di riferimento fondamentale per comprendere i profili problematici e orientarsi in un quadro normativo in evoluzione.

Per evitare errori, sanzioni o contenziosi, è consigliabile affidarsi a professionisti esperti in successioni, imposta di successione e trust, come quelli di Agenzia delle Successioni, capaci di gestire correttamente le complessità del nuovo sistema telematico. Con loro è possibile avviare una consulenza preventiva in attesa dell’attivazione di ogni servizio.

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