Per la successione servono i documenti del defunto?
Cosa fare se la carta di identità o il codice fiscale del defunto sono smarriti
Quando muore un familiare, gli eredi si trovano a gestire adempimenti burocratici che non conoscono. Uno dei dubbi più frequenti riguarda il documento di identità del defunto ed il codice fiscale. Serve davvero per la successione? E cosa succede se è scaduto o smarrito?
L’apertura di una successione ereditaria è un momento delicato sotto il profilo giuridico e amministrativo. Tra le prime difficoltà pratiche che gli eredi possono incontrare vi è lo smarrimento dei documenti identificativi del de cuius oppure la scoperta che il documento fosse già scaduto al momento del decesso.
Un’analisi attenta della normativa e della prassi amministrativa consente di chiarire che, nella maggior parte dei casi, il problema è meno grave di quanto si immagini.
- Quali documenti del defunto servono per la dichiarazione di successione?
- Documento smarrito dopo il decesso
- Documento scaduto prima della morte
- Le criticità nei rapporti con banche e assicurazioni
- Il caso del testamento olografo
- Profili di responsabilità e tutela contro usi illeciti
Quali documenti del defunto servono per la dichiarazione di successione?
Sono necessari i seguenti documenti del defunto che, se gli eredi non ne sono in possesso, possono richiederli cliccando la seguente voce e seguendo la guida:
- certificato di morte, che costituisce prova legale dell’evento;
- copia codice fiscale defunto, ecco come chiedere una copia del codice fiscale del defunto;
- i dati anagrafici risultanti dagli archivi comunali e tributari come l’ultima residenza defunto o copia documento identità defunto.
La dichiarazione di successione, da presentare entro dodici mesi all’Agenzia delle Entrate, potrebbe richiede l’allegazione del documento di identità del defunto o del CF de cuius. Il sistema telematico si basa sui dati anagrafici e fiscali, non sugli estremi del documento. Tuttavia è importante averne copia.
Ne deriva che il possesso materiale della carta di identità del de cuius non costituisce presupposto per l’avvio della procedura successoria. Ciò se avviene con una successione recente e non tardiva (cartacea).
La questione dei documenti è, in realtà, una problematica più amministrativa che giuridica, facilmente gestibile purché si rispettino i termini e gli adempimenti previsti, dove il supporto di professionisti specializzati, come quelli di Agenzia delle Successioni, può facilitare ogni passaggio.
Documento smarrito dopo il decesso
Quando il documento viene smarrito dopo la morte, non è possibile richiederne un duplicato. Il documento di identità è infatti strettamente personale e perde ogni funzione con il decesso del titolare.
Non esiste un obbligo generalizzato di denuncia di smarrimento riferita al documento del defunto. Tuttavia, per ragioni di prudenza, può essere opportuno segnalare l’eventuale perdita qualora si tema un utilizzo illecito.
Anche in questo caso, ai fini successori, sarà sufficiente acquisire il certificato di morte, verificare la correttezza dei dati anagrafici e disporre del codice fiscale del de cuius.
L’assenza del documento non incide né sulla validità della dichiarazione né sulla successiva voltura catastale.
Documento scaduto prima della morte
Ancora più lineare è l’ipotesi in cui il documento fosse già scaduto al momento del decesso.
La scadenza del documento non produce alcuna conseguenza sul piano successorio. Non è richiesto alcun rinnovo post mortem né esiste un adempimento sostitutivo. L’identificazione del soggetto avviene esclusivamente attraverso gli archivi pubblici.
In sostanza, un documento scaduto è irrilevante quanto un documento mancante.
Le criticità nei rapporti con banche e assicurazioni
Le difficoltà possono emergere più sul piano pratico che su quello giuridico, in particolare nei rapporti con istituti di credito e compagnie assicurative.
Alcune banche, per completare le procedure interne di chiusura dei rapporti o di svincolo delle somme, possono richiedere copia del documento del defunto. In assenza di tale documento, l’identificazione avviene comunque tramite certificato di morte, codice fiscale o eventuale dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà resa dagli eredi.
Gli istituti finanziari, infatti, dispongono già dell’anagrafica del cliente nei propri archivi. La richiesta del documento risponde spesso a esigenze amministrative interne, non a un vincolo normativo imprescindibile. Nessuna norma impone agli eredi di esibire il documento di identità del defunto. La banca non può bloccare la procedura per questo motivo.
Spesso, ma non sempre, può chiedere il modello 240 quale prova di avvenuta denuncia di successione.
Il caso del testamento olografo
Qualora sia presente un testamento olografo, la pubblicazione davanti al notaio non richiede il documento del de cuius. L’identità del testatore è attestata dall’atto di morte e dai registri pubblici.
Il notaio procederà all’identificazione dei soggetti intervenuti quali eredi o presentatori del testamento, ma non del defunto, la cui identità è già ufficialmente accertata.
Profili di responsabilità e tutela contro usi illeciti
Un aspetto da non sottovalutare riguarda l’eventuale utilizzo fraudolento del documento smarrito dopo la morte. In linea teorica, l’impiego del documento di un soggetto deceduto per operazioni giuridiche potrebbe integrare ipotesi di reato, quali la sostituzione di persona.
Per questo motivo, qualora vi sia il fondato timore di un uso improprio, ad esempio in presenza di carte di pagamento ancora attive, è opportuno informare tempestivamente gli enti interessati e comunicare formalmente il decesso.
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